Morire in diretta web
- By Vincenzo Cammareri
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"Ti amo, perché non lo vuoi capire?"
- By Vincenzo Cammareri
- In: Pensieri e Parole
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Sarah era una ragazza schiva, riservata, con pochi amici e con poche “amicizie” instaurate in quel mondo parallelo e fatto di relazioni virtuali che i giovani si costruiscono su siti come Facebook e a cui confidano il loro disagio.
La tv dei buoni, la tv dei cattivi.
- By Vincenzo Cammareri
- In: Pensieri e Parole
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Ops... mi cogliete alla sprovvista. Quello che cerco di dirvi è che quando mi capita di assistere passivamente, e quindi da buon telespettatore, ai dibattiti in tv su temi importanti come la droga, il sesso, la violenza e tutti quegli argomenti che colorano quel tipo di cronaca che tanto piace alle conduttrici e ai conduttori del mattino, del pomeriggio e della sera, mi rimbombano le solite frase nelle orecchie ripetute dai grandi opinionisti mediatici dell’era moderna: tronisti, soubrette, grandi fratelli, showmen, musicisti, vallette (…e non toccatemi le veline per cortesia!) che ci propinano le idee rivoluzionare sulla loro visione del mondo, un mondo pervaso dalla convinzione della giustezza del dire ciò che si pensa, dalla condanna dell’ipocrisia intesa come dannosa e oscurantista dei fondamentali sentimenti dell’uomo: dall’amicizia all’amore, passando per l’educazione, esatto… anche per l’educazione!
Morire ai tempi di facebook. Quando la solitudine colpisce un "nodo".
- By Vincenzo Cammareri
- In: Pensieri e Parole
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I Social Network costituiscono una formidabile opportunità per comprendere i nostri giovani e i loro vissuti nella società contemporanea. I giovani comunicano le loro emozioni e i loro stati d’animo tramite interfacce che li connettono con il resto del mondo, attraverso le quali vivono, e viviamo, l’illusione di non essere soli.
Ma a volte, certe notizie, ci ricordano che poco è cambiato rispetto al passato e che la solitudine ha lo stesso sapore e gli stessi risvolti sia essa una condizione vissuta dentro le mura di una stanza e confessata alle pagine di un diario che in pochi o nessuno mai leggerà, sia essa una condizione vissuta comunque nell’intimità di una camera ma trascritta secondo un codice binario e “confessata” ad uno schermo che la renderà visibile al resto del mondo, a quel mondo fittizio fatto di relazioni altrettanto fittizie alle quali si conferisce il nome di “amicizie” per dare loro un significato concreto.
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