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14 Settembre 2008 Scritto da 

I giochi per computer come sostegno alle persone colpite da demenza

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Secondo uno studio condotto dalla Psicologa Arlene Astell , della School of Psychology dell’Università di St Andrews, alcuni giochi ed attività computer-based possono aiutare le persone che soffrono di demenza nel mantenimento delle abilità cognitive e nell’acquisizione di nuove informazioni.

Dall’incontro tra progressi tecnologici nel settore gaming e gli studi condotti dalla psicologia in tema di demenza trae origine “Living in the moment [LIM] ”, un progetto condotto in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Dundee, finalizzato alla progettazione di sistemi tecnologici in grado di migliorare la qualità di vita delle persone affette da tale patologia come anche di supporto ai caregivers.

La demenza è una malattia progressiva e irreversibile che interessa le cellule del sistema nervoso e causa, nelle persone colpite, un calo delle capacità memoniche, cognitive e comunicative con conseguenti ripercussioni sulla vita personale, sociale e lavorativa del paziente, la cui vita è strettamente e progressivamente sempre più dipendente dagli altri. Nel morbo di Alzheimer, una delle cause più conosciute di demenza, la malattia si presenta in età senile distruggendo le cellule cerebrali (i neuroni) e comportando, nelle fasi iniziali, un calo delle funzionalità correlate alla memoria a breve termine, con piccole perdite di memoria e difficoltà di ricercare parole, e  cambiamenti nella personalità. Al progredire delle malattia sono le funzioni della memoria a lungo termine ad essere coinvolte, come pure le abilità linguistiche (capacità di lettura), cognitive (elaborazione dei pensieri) e comunicative.

Secondo quanto riferito dagli stessi ricercatori, grazie al progetto “Living in the moment [LIM]” è stato possibile individuare una nuova via per intrattenere e coinvolgere le persone colpite da demenza in attività stimolanti in grado di mantenere alcune capacità cognitive e alcune competenze sociali, dimostrando oltremodo come i videogames possano contribuire a generare in loro un senso di benessere e di ridurre lo stato di agitazione motoria che si presenta nel quadro sintomatico di tale patologia. A tali risultati si è giunti grazie e soprattutto ai feedback forniti dagli stessi soggetti con demenza coinvolti nel progetto e al quale, come riferiscono gli stessi ricercatori, hanno partecipato in ogni sua fase e sviluppo.

Nelle sue interviste la stessa Dott.ssa Arlene Astell ha dichiarato al riguardo: “Lavorare con le persone colpite da demenza ci ha consentito di esaminare oltre 20 giochi e attività in supporto ai nostri sforzi rivolti a scoprire i loro interessi. Le persone con una diagnosi di demenza ci sono state molto di aiuto nel raccontarci cosa piaceva loro e cosa invece non era apprezzato,mostrandosi oltretutto molto accomodanti nel partecipare alle prove e alle attività che noi proponevamo.”

Risorse per Approfondimento:
link: School of Psychology - Dr. Arlene Astell
link: Progetto: "Living in the moment"
link: Università di Dundee



Vincenzo Cammareri

Psicotecnologie.it- Osservatorio di Psicologia sulla Società Tecnologica Contemporanea Sito web: www.psicotecnologie.it
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