Messaggino o telefonata? Psicologia di una preferenza telefonica
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- By Giulietta Capacchione
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Gli sms potrebbero essere considerati una forma di comunicazione testuale a metà strada tra l’instant messaging e la posta elettronica.
L’immediatezza, la mobilità , e la pressoché ininterrotta accessibilità dei telefonini consente infatti un livello di scambio testuale intimo quasi conversazionale, ma l’asincronia lascia comunque tempo e spazio per la composizione e la riflessione e fornisce l’opportunità di gestire il modo con cui gli utenti si costruiscono e si presentano nei loro messaggi. Benché tutti si avvantaggino della possibilità di comunicare attraverso sms, esistono delle differenze d’uso che hanno condotto a distinguere fra texters (messaggiatori) e talkers (parlatori). Questa distinzione è stata fatta per la prima volta da Fraser Reid, uno psicologo dell’Università di Plymouth che ha condotto una ricerca sugli effetti psicologici e sociali degli sms che ha coinvolto oltre 900 persone.
I texter preferiscono di gran lunga i messaggini rispetto alla conversazione telefonica vocale: inviano approssimativamente il doppio dei messaggi di un talker e fanno circa la metà delle telefonate.
Uno scambio tipico è composto da una media di 7 messaggi per i texter contro una media di 5 messaggi per i talker.
Un texter si riconosce anche dal fatto che spende più tempo a editare con attenzione o a riscrivere i propri sms, raggiunge quasi sempre il limite di caratteri inseribili e in molti casi ha bisogno di sforare questo limite.
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