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06 Dicembre 2009 Scritto da 

Il secolo dell'apprendimento: nuovi paradigmi per i sistemi didattici

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Il futuro della didattica esige un ripensamento del paradigma di apprendimento e in questo processo le nuove tecnologie multimediali possono effettivamente svolgere un ruolo determinante.

"I social network, le piattaforme per dar vita alle comunità online, le risorse di apprendimento online e i dispositivi mobili, devono essere ripensati come dei nuovi strumenti che permettano agli studenti e agli insegnanti di tutto il mondo di collaborare tra loro, di condividere le proprie competenze e di analizzare i dati provenienti da molteplici prospettive." [Curtis Bonk]

Nella video intervista condotta da Robin Good e pubblicata su MasterNewMedia Italia, Curtis Bonk, professore ordinario di tecnologia dei sistemi didattici presso l'Indiana University, ci spiega la sua visione "open" del mondo dell'istruzione - e non solo di quello - e di come trarre vantaggio da questo "ambiente" aperto.

Stando al pensiero di Bonk, la società e le istituzioni non possono ignorare l'apprendimento online, poiché in un futuro non molto lontano sarà normale per i giovani, e ancor più per i giovanissimi, apprendere ed esplorare i contenuti della conoscenza attraverso strumenti quali Podcast, gli eBook, i wiki, i blog, i canali online di informazione e di formazione (YouTube EDU, National Geographic, Google EDU, YouTube ED, BBC video, CNN video ) o, addirittura, dai loro stessi ambienti di apprendimento personali.

{xtypo_quote_right} "Come possiamo arrivare ad avere ragazzi impegnati in nuove forme di apprendimento? Questo si potrebbe forse ottenere utilizzando le tecnologie digitali a scopi didattici e sociali." [Curtis Bonk]{/xtypo_quote_right}

I nativi digitali, cioè le generazioni nati con internet, sanno bene come utilizzare i dispositivi mobili e le tecnologie per comunicare ed informarsi ma non sembrano oggi comprenderne le potenzialità didattiche, poiché come sottolinea lo stesso Bonk "in realtà non hanno modelli all'interno dei loro istituti di formazione che li aiutino davvero a riflettere criticamente sulle opportunità disponibili. Inoltre il sistema educativo trasmette loro un modo di pensare che è l'opposto di quello in cui gli si può imparare che l'essere umano può avere del valore all'interno della società, che è il contrario di quello che viene offerto da queste tecnologie".

La tecnologia è un modo per esplorare il mondo, per farlo entrare dentro le aule, per connettere le conoscenze e le intelligenze, per portare le persone di altre culture all'interno della classe. Grazie alle tencnologie è possibile creare degli ambienti in cui l'apprendimento possa costituirsi come un processo naturale, spontaneo, ma ciò non può realizzarsi se non ripensiamo anche ad una nuova prospettiva dell'insegnamento, se non ridefiniamo le nuove competenze per i docenti del futuro.

Il nuovo contesto culturale richiede una nuova generazione di insegnanti che abbiano coscienza di queste potenzialità, che abbiano competenze specifiche nel loro dominio di conoscenza, che adottino modelli comportamentali innovativi in grado di coinvolgere i ragazzi in nuove forme di apprendimento:

"Come esseri umani tutti noi abbiamo così tanto potenziale che possiamo andare ben al di là di dove siamo oggi [...] se gli insegnanti ci mostrassero il modo di aiutare a farci entrare nei contenuti, se ci spingessero dentro, non solo nell'organizzare il contenuto in qualche modo [...]"

Ma per Bonk il salto verso un sistema didattico aperto, che deve coinvolgere la formazione a tutti i livelli, non richiede necessariamente una rivoluziona nel sistema di istruzione ma solo un approccio che vada oltre lo scuolacentrismo. La sfida non riguarda il trasferimento dei luoghi della formazione di presenza a quelli aperti delle tecnologie dell’informazione, quanto piuttosto nell’inserire il processo formativo in un contesto sociale e di costruzione partecipativa della conoscenza, poiché come lo stesso Bonk riferisce "nel prossimo futuro il problema principale che dovranno affrontare gli educatori e gli insegnanti è trovare il modo di coinvolgere e far collaborare gli studenti".

Riferimenti:
MasterNewMedia - Video Intervista a Curtis Bonk



Vincenzo Cammareri

Psicotecnologie.it- Osservatorio di Psicologia sulla Società Tecnologica Contemporanea Sito web: www.psicotecnologie.it
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