Il cervello del gatto clonato in un chip
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Lo studio degli scienziati Ibm e della Stanford University. «Daremo ai robot la facoltà cognitiva». «Tra dieci anni realizzeremo anche quello umano»
Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori.
Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell’Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. [...].
SIMULAZIONE - «Mai si era raggiunto un livello di simulazione tanto elevato » ha precisato Dharmendra Modha a capo della ricerca in Ibm [...].
IL PROGETTO SYNAPSE - [...]
«La barriera da superare per dare ai robot la facoltà della cognizione umana — dice Giulio Sandini dell’Istituto italiano di tecnologia — è quella di riuscire a comprendere come percepire gli stimoli esterni e da questi produrre una decisione conseguente, quindi un’azione in un certo modo consapevole ». Questo è appunto l’obiettivo dichiarato dai protagonisti del simulatore felino. «Entro dieci anni — promettono — realizzeremo anche quello dell’uomo»
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