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22 Novembre 2009 Scritto da  corriere.it

Il cervello del gatto clonato in un chip

Il supercomputer Bule Gene della IbmLo studio degli scienziati Ibm e della Stanford University. «Daremo ai robot la facoltà cognitiva». «Tra dieci anni realizzeremo anche quello umano»

Il gatto non do­vrebbe avere più segreti per­ché in laboratorio hanno rico­struito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, pe­rò, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mam­miferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori.

Il passo è stato compiuto da­gli scienziati del centro di ricer­ca dell’Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Liver­more National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercom­puter «Blue Gene» del Livermo­re hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. [...].

SIMULAZIONE - «Mai si era raggiunto un livel­lo di simulazione tanto eleva­to » ha precisato Dharmendra Modha a capo della ricerca in Ibm [...].

IL PROGETTO SYNAPSE - [...]
«La barriera da superare per dare ai robot la facoltà della co­gnizione umana — dice Giulio Sandini dell’Istituto italiano di tecnologia — è quella di riusci­re a comprendere come perce­pire gli stimoli esterni e da questi produrre una decisione conseguente, quindi un’azio­ne in un certo modo consape­vole ». Questo è appunto l’obiettivo dichiarato dai prota­gonisti del simulatore felino. «Entro dieci anni — prometto­no — realizzeremo anche quel­lo dell’uomo»


info fonte: http://www.corriere.it/
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