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23 Febbraio 2011 Scritto da  oggiscienza.wordpress.com

Watson batte gli umani: il supercomputer dell’IBM batte i suoi avversari ad un quiz show.

gameshow-watson ll 16 febbraio scorso Watson, il supercomputer dell’IBM, ha definitivamente surclassato i suoi avversari umani al quiz show Jeopardy!. Ecco perchĂ©, al di lĂ  del clamore mediatico, questo è un enorme passo avanti per gli studi sull’Intelligenza Artificiale.

 

FUTURO – Non è la prima volta che un computer batte un essere umano a un gioco. Per citare il caso piĂą noto, nel 1997 il Gran Maestro Garry Kasparov fu sconfitto a scacchi da Deep Blue, un altro dispositivo sviluppato dall’IBM. Kasparov arrivò a dire che alcune mosse rivelavano un’intelligenza umana e accusò quindi l’IBM di aver barato, ma non portò nessuna prova sostanziale. A nessuno piace perdere.

Sia come sia, la recente vittoria diWatson non è nemmeno paragonabile a quella di Deep Blue. Il gioco degli scacchi, infatti, si presta molto facilmente all’analisi da parte di un computer, e tra lo spettro di mosse disponibili di volta in volta al giocatore, è possibile attribuire un valore numerico al vantaggio (o allo svantaggio) che ognuna di queste può portare. Deep Blue non ha fatto altro che usare la forza bruta: poteva analizzare 200 milioni di posizioni al secondo e il suo database era stato costruito analizzando le partite giocate dai Gran Maestri.

Watson ha giocato a un gioco certo molto meno “nobile” degli scacchi, ma il risultato raggiunto è molto, molto piĂą importante. Watson, per giocare a Jeopardy!, ha dovuto imparare il linguaggio naturale. Non è tanto la risposta finale che è importante, quanto il processo che usa per arrivarci.

La prima cosa che deve fare la macchina è capire la domanda stessa e renderla computabile. Negli scacchi invece la mossa dell’avversario è di per sé un quesito computabile. Inoltre, chiamarle domande è forse improprio e senz’altro semplicistico: in realtà il conduttore legge delle frasi che contengono indizi che portano a una soluzione, a volte nascosti dietro giochi di parole. La risposta del concorrente deve essere però in forma di domanda. Ad esempio all’indizio “inventò il telefono, ma non mangiava spaghetti”, la risposta dovrà essere “chi era Alexander Graham Bell?”. Poi deve andare a scandagliare il suo immenso database per trovare la risposta giusta, e tutto questo deve succedere nell’arco di qualche secondo, altrimenti gli avversari biologici potrebbero batterlo prenotandosi prima per rispondere.

Titolo originale:  Watson ha vinto. Come?

Video: Jeopardy Watson Challenge vs Ken Jennings, Brad Rutter Night 3 Part 2

Fonte:
oggiscienza.wordpress.com | vai al post completo...



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