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03 Novembre 2011 Scritto da  Corriere.it

Adhd, sindrome da iperattività: ora la «trova» un avatar computerizzato

immagine EIS scan

Si chiama Eis ed è più efficace di qualsiasi altro strumento, dalla Tac alla risonanza magnetica

Nonostante i criteri diagnostici definiti dal DSM, il manuale delle malattie mentali, bibbia degli psichiatri di tutto il mondo, la diagnosi di ADHD, il disturbo da deficit dell’attenzione e da iperattività, è ancora gravata, soprattutto nel bambino, da frequenti errori.

Ciò può portare a errati trattamenti con effetti collaterali a carico del cervello che potrebbero avere pesanti ricadute in là negli anni.

LO STUDIO - Al di là dei tentativi di miglioramento della diagnosi clinica (ad es. l’American Academy of Pediatrics ha appena diffuso nuove linee guida dirette ai medici di famiglia per una precoce individuazione del disturbo in bambini fra 4 e 18 anni), sono stati fatti molti tentativi per individuare una tecnica strumentale che potesse aiutare il medico: l’elettroencefalografia, la tomografia assiale computerizzata (TAC) o la risonanza magnetica con tensore di diffusione (in sigla DTI, da diffusion tensor imaging), ma nessuna si è finora dimostrata davvero utile e soprattutto indicata a un facile utilizzo di routine a bassi costi. I neuropsichiatri infantili dell’università di Digione (Francia) hanno usato in 112 bambini (metà sani e metà affetti) uno scan elettro-interstiziale (in sigla EIS,), strumento portatile che usa la tecnologia della bioimpedenza.

UN ESAME NON INVASIVO - Questo esame non è invasivo, costa poco ed è facilmente utilizzabile di routine, offrendo la possibilità di monitorare in maniera obiettiva l’andamento del quadro clinico, anche in risposta ai trattamenti. Inoltre consente di confermare la diagnosi clinica di ADHD con una specificità del 98% e una sensibilità dell’80%. Nello studio, pubblicato su Psychology Research & Behaviour Management, gli autori tengono a precisare che questo esame non può da solo diventare l’unico marker diagnostico di ADHD, ma se questi risultati saranno confermati, diventerà certamente quell’ausilio pratico che finora era sempre mancato nella diagnosi clinica. D’altro canto, anche se questa metodica è stata impiegata per la prima volta in questa malattia, ha alle spalle anni di utilizzo nella diagnosi di altre patologie, da quelle cardiache a quelle neurologiche e metaboliche.

BIOIMPEDENZA - Si basa sul principio della bioimpedenza, cioè della conducibilità di minimi flussi di corrente attraverso i tessuti corporei, lo stesso usato dall’elettrocardiogramma e dall’elettroencefalogramma, ma in questo caso invece di un semplice tracciato i dati sono elaborati da un computer che li trasforma in immagini. Il tempo impiegato ad attraversare ogni organo e le modalità di attraversamento sono caratteristici per ognuno di essi e anche la più piccola alterazione determina un cambiamento rilevato dal computer il quale, basandosi su queste variazioni, può ricostruire virtualmente l’alterazione che le ha provocate. L’EIS dispone al suo interno del modello di un corpo virtuale umano, un avatar di base su cui adattare le alterazioni rilevate e ciò gli consente di conformare il suo modello virtuale ai dati ricavati, ottenendo un’immagine perfettamente fedele dell’organo reale. L’esame completo non dura più di 5 minuti.

TUTTO IN UNA VALIGETTA - L’intero armamentario sta in una valigetta che contiene un computer laptop, uno schermo, due placchette da applicare sulla fronte del paziente e quattro placchette piatte in rame, oltre ovviamente ai fili che collegano tutte le componenti fra loro. Il paziente si siede davanti al medico, con due placchette sul tavolo su cui appoggiare le mani aperte e altre due per terra su cui poggiare i piedi. Quando sulla fronte gli vengono applicate due placchette del tutto simili a quelle di un normale elettroencefalogramma, il circuito elettrico è pronto. Sullo schermo del computer il medico vede subito comparire nella metà sinistra l’avatar con gli organi interni conformati a quelli del paziente, diversamente colorati a seconda del loro stato di salute. A destra compaiono invece una serie di indici, ognuno corrispondente a un organo, che variano in altezza e colore a seconda delle condizioni dell’organo cui si riferiscono.

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Fonte:
Corriere.it | prosegui la lettura direttamente alla fonte...



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